Paul Lamb: Mind Games

Digital Booklet - Mind Games

Paul Lamb l’ho scoperto tardi, lo ammetto. Ho trascorso anni ad ascoltare e studiare tutto quello che trovavo dei miei tre armonicisti preferiti, cercando di non incasinarmi troppo con armonicisti che non conoscevo.

Effettivamente Paul Lamb non è un nome che salta spesso fuori tra gli amanti del blues, e forse questo ha fatto sì che io non mi avvicinassi più di tanto a lui. Ma qualche mese fa, complice spotify, mi sono imbattutto in un paio di album veramente belli e oggi voglio consigliarti “Mind Games”.

Ha una tecnica molto interessante: estremamente preciso e “potente” in elettrico, è anche e soprattutto godibilissimo in acustico (da recuperare, oltre a questo disco, tutti i brani in omaggio a Sonny Terry). Continua a leggere

Paul Butterfield: The Paul Butterfield Blues Band

PB

 

Con Paul Butterfield è stato amore a prima vista. The Paul Butterfield Blues Band è stato uno dei miei primi dischi blues: Born in Chicago mi ha stregato, e da lì non ho più smesso di dare un’ascoltatina a questo disco di tanto in tanto, tanto per tenere alto il mio spirito armonicistico.

Imprescindibile. Questo album è imprescindibile. Non c’è tanto altro da dire. Continua a leggere

Jimmy Reed: Live At The Carnegie Hall

JR

Jimmy Reed è un musicista veramente particolare e, purtroppo, non molto conosciuto tra i non addetti ai lavori. La prima volta che ho ascoltato una sua canzone (Baby What You Want Me To Do), ricordo che non mi è piaciuto granché: voce stridula, chitarra basica, armonica troppo ululante e scarna. Inutile dire che, all’epoca, non capivo un cavolo di musica…

Quelli che per me erano difetti, in realtà si sarebbero rivelati poi i punti di forza di Jimmy Reed: oggi lo amo appunto per la voce stridula, la chitarra che gira sempre attorno ai soliti riffs e, soprattutto, per la sua armonica scarna. Continua a leggere

James Cotton: Fire Down Under The Hill

 

JC

Torniamo a parlare del buon James Cotton, dopo averlo già visto in Deep In The Blues.

È uno dei dischi che preferisco di James Cotton, anche se non uno tra i più famosi. A differenza dell’album sopra citato, qui abbiamo molto elettrico e possiamo gustare il suono graffiante e potente di Cotton, nonché la sua straordinaria voce profonda e rovinata tipica del bluesman scafato.

Cosa possiamo imparare da questo disco? Il timbro. Preciso, potente, tagliente. Ogni nota ha una potenza tale che sembra colpirti in faccia come uno schiaffo. Niente noterelline eleganti e virtuose, arriveranno solo mattonate a volontà!

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Jerry Portnoy – Home Run Hitter

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Se in From The Cradle la scoperta di Jerry Portnoy è stata graduale e piena di sentimenti contrastanti, questo disco mi ha fatto capire pienamente quanto sia grande il mio amore nei confronti di Jerry.

Ok, mi rendo conto di quanto sia sentimentale questo incipit, ma qui stiamo parlando dell’armonicista che più ha influenzato il mio modo di suonare, quindi posso parlare tranquillamente di amore.

Grazie a Home Run Hitter ho potuto approfondire e studiare le due cose che più mi avevano colpito di Portnoy in From The Cradle: Continua a leggere

William Clarke – The Hard Way

The Hard Way

William Clarke è un armonicista che non sono mai riuscito ad approfondire più di tanto, a causa della difficoltà nel reperire suoi dischi. Inoltre la maggior parte dei video presenti su YouTube lo vedono nei panni di armonicista cromatico, quindi non mi sono mai messo seriamente alla ricerca di materiale suo.

Mi sono imbattuto in questo disco in un negozio di Ravenna, pieno zeppo di rarità blues. Visto, piaciuto, comprato: non potevo lasciarmi sfuggire un disco di Clarke, per una volta che lo trovo senza difficoltà. Che dire… una piacevole scoperta! Continua a leggere

Norton Buffalo: R&B

R&B

Stanchi di ascoltare il blues? Bene, oggi facciamo una piccola deviazione verso il country.

Roy Rogers è senza ombra di dubbio il mio chitarrista slide preferito, nonché uno dei primi musicisti blues che mi sia piaciuto veramente: a differenza di tanti altri, che hanno necessitato di un ri-ascolto più attento, Roy alle prime tre note mi aveva già catturato.

Norton Buffalo, invece, non mi ha mai colpito più di tanto: musicalmente parlando, siamo distantissimi. Ciò non significa che non l’abbia mai ascoltato, semplicemente non ho mai avuto la voglia di approfondirlo, pur apprezzandolo come armonicista.

Ed oggi, pentito e contrito, mi accingo a scrivere questo articolo. Continua a leggere

James Cotton: Deep In The Blues

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Nonostante sia un fautore del blues elettrico, spesso mi ritrovo a suonare in acustico, accompagnato semplicemente da una chitarra.
Mi è capitato questo cd tra le mani quando, parecchi anni fa, mi misi alla ricerca di dischi suonati in acustico per poter così studiare un po’ la materia prima di cominciare l’attività live in duo. Continua a leggere