Vuoi migliorare il tuo suono elettrico? Prova con la tazza!

Arriva un momento nella vita di un armonicista in cui si tenta di percorrere la strada dell’armonica elettrica, ma senza troppo successo. Si comprano amplificatore e microfono e, dopo mesi di prove, ci si rende conto che il suono ottenuto non è per nulla simile a quello che si è sempre sentito sui dischi dei grandi maestri. 

Sconforto. Buio. Delusione. È un’esperienza che tutti abbiamo provato, e se hai appena iniziato a suonare l’armonica non pensare di cavartela: toccherà anche a te, prima o poi. 

Come si può uscire da questo oscuro momento? Oggi voglio darti un consiglio: prova con la tazza!

Che tazza? Quella che usi per colazione. O per farti la tisana della buonanotte. 

Impugna la tazza come se fosse un microfono per armonica: inserisci mignolo ed anulare  della mano sinistra nel manico e impugna l’armonica, stando attento a lasciare uno spazio di un dito tra l’armonica e la cavità della tazza (proprio come se fosse un microfono). Ecco perché usare una tazza per fare questo esercizio, e non un bicchiere: il manico è il tuo salvagente, anche se ti scivolasse la tazza dalle mani riusciresti comunque a bloccarla con le dita, cosa impossibile da fare con un bicchiere. 

Una volta impugnato il tutto correttamente, cosa fare? Suona. Suona come se avessi in mano un microfono, provando a replicare tutte le tecniche che conosci: wha wha, vibrati e quant’altro. Sentirai che ogni effetto viene “amplificato” grazie alla cassa di risonanza data dalla cavità della tazza: l’armonica suona necessariamente in maniera diversa rispetto a quando la suonavi nuda e cruda. 

Impara ad esercitarti quotidianamente con la tazza e vedrai che il tuo suono elettrico migliorerà notevolmente, anche se non hai mai suonato con un amplificatore prima d’ora. 

È un esercizio utile sia per chi suona in elettrico da tempo, sia per chi vuole prepararsi in vista di un futuro passaggio all’elettrico. Quindi, anche se sei alle prime armi con l’armonica, prova comunque a fare questo esercizio: ti farà risparmiare un sacco di tempo in futuro, quando dovrai approcciarti con ampli e mic reali. 

Ma perché fare questa fatica? Non è più semplice suonare direttamente in elettrico? Certo. Ovvio che suonare con l’ampli è la cosa migliore da fare, per imparare a suonare in elettrico. Ma tante volte fa di più un’ora di tazza che un mese di ampli. 

Il motivo è semplice: quando suoni con l’ampli non senti esattamente quello che esce dall’ampli, perché dovresti stare a qualche metro di distanza e perché comunque al tuo orecchio arriva, oltre al suono elettrico, anche il suono acustico dell’armonica che tieni tra le mani. Il suono che senti, quindi, è un misto tra elettrico e acustico. 

Per fare un esempio: la tua voce registrata è diversa da quella che senti quando parli, giusto? Ed è diversa proprio perché la tua voce “al naturale” la senti dentro di te, attraverso le vibrazioni che si formano quando parli. Con l’armonica è uguale: ce l’hai in bocca, quindi ti arriverà sempre un suono filtrato. Non è come suonare una chitarra, in questo caso lo strumento è distante e, quindi, se suoni con un ampli senti solo il suono dell’ampli. 

Con l’armonica anche se ti metti di fronte all’ampli avrai sempre il suono naturale dell’armonica ad interferire, con il risultato che tecniche che pensavi ti venissero da Dio in realtà, ascoltando le registrazioni, ti rendi conto che venivano da schifo, anche se tu dal vivo le sentivi perfette. 

Sai quando ho iniziato a migliorare il mio suono elettrico? Quando ho iniziato a registrare i miei concerti. Mamma mia, che mazzata ho preso quando ho ascoltato i miei primi due concerti!! Ero convinto di suonare decentemente, invece avevo un suono elettrico pietoso. Solo che non me ne rendevo conto! Cos’ho fatto, allora? Ho iniziato a registrare qualunque cosa suonassi, per capire che per ottenere quel determinato suono dovevo fare quel determinato movimento con le mani. Poco per volta iniziai ad associare ai movimenti che facevo il rispettivo suono che sentivo, migliorando poco per volta. Un casino. Ci ho messo cinque anni prima di potermi dire soddisfatto del mio suono elettrico, proprio perché migliorare esclusivamente con l’ampli è difficile: suonando non mi rendevo mai conto dell’effettivo suono che ottenevo, dovevo sempre aspettare le registrazioni. 

Con la tazza, invece, è diverso: il suono ti rimbalza indietro, la nota sbatte contro il fondo della tazza e poi ti ritorna indietro facendoti sentire subito come suonerebbe quella nota se fosse amplificata. In questo modo hai un riscontro immediato di quello che stai facendo e puoi migliorare subito, di minuto in minuto. 

Vuoi fare un bel vibrato di mano? Prendi la tazza e provalo finché non lo senti perfetto. A quel punto, accendi l’ampli e fai gli stessi identici movimenti che hai fatto con la tazza: sentirai che il vibrato suonerà bene anche trasportato su amplificatore. 

Nick

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