I 10 passi falsi dell’armonicista alle prime armi

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Stai muovendo i tuoi primi passi nel mondo dell’armonica? FERMO!!! NON MUOVERTI!!
Prima di fare qualsiasi cosa leggi quest’articolo, così risparmierai tempo, soldi e buonumore.

Ecco quindi quali sono i dieci errori tipici dell’armonicista novizio:

  1. Farsi consigliare dal negoziante su quale armonica acquistare.

    Errore normalissimo e comprensibilissimo: ti serve un’armonica, vai in negozio. Ecco, il problema è che il negoziante a cui stai chiedendo consiglio ne sa meno di te. Di solito sono espertissimi di chitarre o tastiere, ma fidati che di armoniche ne sanno meno di zero. Al massimo ti chiedono che genere vuoi fare, così possono rifilarti una Blues Harp senza sentirsi troppo in colpa.Se farsi dare un modello giusto è difficile, beccare la tonalità appropriata è un’impresa: di solito in negozio trovi armoniche in B, E, F#…. ma mai in C.Ecco, devi andare dal commesso con le idee chiare: “voglio questa armonica di questa tonalità“. Lui ti dirà “non ho quel modello/tonalità, ma se vuoi ho quest’altro“. E lì devi essere forte, perché lui cercherà in tutti i modi di farti uscire con un’armonica, ma tu dovrai insistere e ordinare l’armonica giusta.
    Non ci sono mezze misure. No ai compromessi.

    Quindi, che armonica comprare? Ti consiglio o la Hohner Special 20 o la Hohner Marine Band Deluxe, per iniziare. Rigorosamente in C.Se hai problemi a reperirle in negozio, vai su www.harpelite.com.

  2. Pensare che se il secondo (o terzo) foro aspirato non suona è colpa dell’armonica.

    Di questo errore ne parlo abbondantemente nel seguente articolo.
  3. Comprare i cofanetti con le armoniche di tutte le tonalità.

    Ci sono cascato anch’io, due volte.
    Perché spendere quarantaepassa euro per una Marine Band Deluxe quando, con soli 50 euro, posso avere un bellissimo cofanetto con sette armoniche?
    Ecco, la risposta sta proprio nella domanda. Se sette armoniche costano come una, vuol dire che la qualità non è proprio il punto di forza di quelle armoniche, no?
    Vernici tossiche, ance accordate a caso, tenuta dell’aria inesistente… L’unica cosa bella di quei cofanetti sono proprio i cofanetti, mentre le armoniche sono da buttare.
  4. Smontare l’armonica per pulirla/ripararla.

    Smontarla è semplice, rimontarla è difficile. Rischi di ritrovarti con un pugno di viti. Se l’armonica ha problemi contatta un insegnante e smontala insieme a lui, almeno la prima volta.
    Oppure, se vuoi fare esperimenti, utilizza armoniche vecchie che non usi più.
  5. Studiare su un solo manuale.

    Come in tutte le cose della vita, più studi meglio è (anche se la società di oggi avrebbe da ridire su questo concetto). Non accontentarti di andare in un negozio per poi uscire con un’armonica e il relativo manuale di venti pagine. Non basta.Stai imparando a suonare uno strumento, non stai per fare una pasta al pomodoro: la faccenda è un po’ più complessa, non è sufficiente avere tra le mani una ricettina veloce.
    Ancora oggi io compro manuali di armonica, perché in ognuno di essi trovo qualcosa di nuovo da imparare.Questo punto mi è particolarmente caro perché mi capita spesso di sentire persone che, comprato un manuale, smettono di suonare perché non vedono risultati o non capiscono cosa c’è scritto nel manuale.
    Le soluzioni sono due: o compri altri manuali, o ti fai seguire da un insegnante. Semplice.
  6. Studiare senza metodo.

    “Intanto inizio a fare qualcosa, poi vedrò”. No, prima progetti un percorso fatto bene e poi ti metti a lavorare. Non prendere sottogamba lo studio dell’armonica: rischi di arenarti alle prime difficoltà e mollare tutto nel giro di una settimana.
    Programma lo studio, dedica il giusto tempo ogni giorno, registra i tuoi progressi e confrontati con altri armonicisti (seri).Se ti interessa avere un programma di studio scrivimi e ti darò qualche dritta utile.

    La programmazione è necessaria per non cadere nel tragico errore di voler affrontare tecniche troppo avanzate per il tuo livello o, viceversa, per non rimanere per troppo tempo invischiato su un argomento sul quale potresti anche andare oltre. Esempio: se dopo una settimana provi a suonare in tongue blocking, molto probabilmente non ti verrà fuori nulla. È quindi indispensabile programmare, essere seguiti, se non si vuole perdere tempo.

    Puoi anche imparare da autodidatta, ma per forza di cose ci metterai molto più tempo perché gli errori e gli sbandamenti saranno moltissimi.

  7. Approcciarsi ad una diatonica o cromatica senza conoscere le differenze tra i due strumenti.

    Mi capita spesso di avere allievi diatonici che vogliono suonare la cromatica ma “mi hanno detto che la diatonica serve per imparare e poi si può passare alla cromatica“, oppure allievi cromatici che vorrebbero suonare la diatonica “ma inizio con la cromatica perché so che i bending sono difficili da fare, quindi intanto imparo a suonare la cromatica“.Confusione allo stato brado.Diatonica e cromatica sono strumenti diversi e vanno approcciati in modo diverso. Sull’argomento puoi trovare qualche accenno qui.

     

  8. Equipaggiarsi come John Rambo in Birmania.

    La valigetta ultimo modello, la tracolla porta armoniche alla Sugar Blue, il microfono originale anni ’40, il sostituto del microfono originale anni ’40 (
    metti che si rompe…), l’amplificatore limited edition appartenuto al nipote di Muddy Waters, 25 armoniche da 60 euro l’una. 

    Non ti serve tutta questa roba. C’è tempo per comprare il necessario. Quando hai una buona armonica in C sei a posto.Piuttosto spendi i tuoi soldi in manuali ed insegnanti. Studia, impara, muovi i primi passettini nel mondo dell’armonica, parla con armonicisti.
    Non stai andando in guerra.

  9. Non ascoltare musica.

    Non puoi pensare di imparare a suonare uno strumento se non ascolti quotidianamente qualcosa riguardante quello strumento.
     

    L’ascolto ti fa prendere da subito i binari giusti, ti allena l’orecchio, ti fa capire cosa puoi e non puoi fare con l’armonica.Mi ricordo che quando ho iniziato a giocare a tennis il mio insegnante mi ha portato in una stanza con una tv e una libreria piena di videocassette con i vari Wimbledon, Roland Garros…Se potessi, farei ore di lezione in cui si ascolta musica e basta. Siccome non posso farlo, ascolta qualcosa per conto tuo partendo da qui.

  10. Tralasciare i fondamentali.

    Per la fretta di arrivare velocemente a fare la canzone che più ci piace, spesso corriamo e affrontiamo suddetta canzone con pressapochismo.
     

    Con l’armonica questa errore è molto frequente, perché si pensa che sia uno  strumento semplice e che basta soffiare/aspirare per ottenere qualcosa di decente. Purtroppo, questo pensiero deriva da decenni di “soffiatori di armonica”, anche famosi, che hanno inculcato nella testa della gente l’idea che l’armonica strimpellata sia l’armonica professionale.Comunque, polemiche a parte, se tralasci i fondamentali per suonare “più o meno” un brano poi sarà molto difficile impostarti correttamente per permetterti di suonare bene quel brano.
    Il lavoro da fare sarà doppio: prima bisogna togliere i vizi errati, e solo successivamente si potrà innestare la tecnica giusta.
    Se, invece, si presta attenzione ai fondamentali da subito, non ci sarà nessun vizio da cancellare, ma solo tecniche da imparare.

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