La mia prima Armonica

NumeroUno-Recto

Mi sono capitate oggi tra le mani le mie prime due armoniche: è stato così bello ed emozionante tirarle fuori dalle loro scatolette impolverate per toccarle ancora una volta, che ho deciso di condividere con tutti voi quello che ricordo dei miei primi giorni da “armonicista”.

Prima di tutto, perché l’armonica? Tra tutti gli strumenti “fighi” che c’erano a disposizione, perché ho scelto proprio quello più bistrattato al mondo?

Tutti iniziano per i motivi più vari: regalo di Natale o compleanno, ritrovamento di questo strano strumento in un cassetto sperduto della casa, oppure per ricordare il nonno che suonava la “spinetta”. A volte, ma raramente, si ha anche un vero interesse musicale per questo strumento.

Io ho scelto l’armonica grazie ad un volo pindarico non indifferente.

Avevo circa dieci anni e tutti in famiglia suonavano: zii, cugini, mamma, fratello, papà (fonico). Io no. Niente. Mi sentivo così escluso da quel mondo che decisi di imparare a suonare uno strumento. Che fosse facile da apprendere, però. Mi ritrovai a scegliere tra armonica e cembalo a percussione, così scelsi quello che credevo più semplice… tanto per dire che considerazione avevo dell’armonica…

Continuai a pensare all’armonica per giorni e l’idea mi piaceva sempre di più: già mi vedevo in giro nei locali a suonare con i miei genitori e mio fratello! Tra l’altro, nel giro di qualche anno, ce l’avrei fatta.

Ad un certo punto, presi la decisione definitiva: mi feci accompagnare a comprare la mia prima armonica, con relativo manuale. Non era assolutamente un modello indicato per imparare a suonare, ma in negozio quella c’era e non volevo fare troppo lo schizzinoso (in realtà non immaginavo neanche esistessero vari modelli: chiesi semplicemente un’armonica…): acquistai una Hohner Blues Harp in G. Un vero suicidio per un principiante, soprattutto se si tratta di un bambino.

Blues Harp

Era bellissima! Ma non avevo il tempo di provarla, dovevo andare all’allenamento di tennis, quindi avevo a disposizione solo la durata del tragitto tra negozio e campi per potermela gustare un po’. Arrivato al parcheggio della scuola, rimasi qualche minuto con l’armonica tra le mani e, subito, la prima sorpresa: soffiando ed aspirando uscivano due suoni diversi!

Terrore! Non me l’aspettavo. Era più complicato del previsto. Cavolo, avrei deluso la mia famiglia. Decisi subito che avrei aspettato qualche giorno prima di dire ai miei che non riuscivo a suonare, così almeno facevo la figura di quello che ci aveva provato. Intanto, però, presi la decisione di tenerla in tasca e di portarla con me all’allenamento. Mai scelta fu più saggia: mi sembrava di possedere un potente amuleto, un oggetto preziosissimo. Ora che ci ripenso, ero identico a Gollum…. Il mio tesssssoro….

Gollum

In poche parole, mi sentivo completo. Avevo trovato una nuova amica. Capii subito che non mi sarei mai più separato da quello strumento.

Purtroppo, nei giorni seguenti avrei dovuto fare i conti con la realtà: non pensavo che nell’armonica si nascondessero tante difficoltà e non sapevo nemmeno da che parte iniziare ad affrontare tutti questi problemi. Non riuscivo a fare nulla e arrivai al punto di credere che il negoziante mi avesse venduto uno strumento difettoso (in realtà avevo grossi problemi a suonare il secondo foro aspirato, cosa molto comune tra i principianti). Convinsi mia mamma a riaccompagnarmi in negozio per prendere un’altra armonica e, senza rendermi conto, la seconda volta acquistai un’armonica veramente particolare: non ho più trovato in vendita questo modello, lo conservo ancora oggi con molta gelosia. Una Hohner Marine Band in C, edizione commemorativa del centenario dell’azienda. Era in quel negozio, quindi, da almeno cinque anni….

Marine Band

Portai a casa quell’armonica stramitica (era dorata!) con una felicità indescrivibile: appoggiai le labbra fiducioso e….disastro! Peggio ancora della Blues Harp! Durissima, le note non uscivano, non avevo il fiato sufficiente per suonare e le mani erano troppo piccole per fare una buona coppa. Ma, almeno, capii che il problema ero io e non l’armonica.

Ok, non faceva per me. Avevo sprecato tempo, ma almeno mi restavano due splendidi soprammobili.

Invece, la voglia di riuscire unita alla paura di deludere chi mi stava attorno (sì, ero un bambino molto sicuro di sé) mi portò a non abbandonare mai l’armonica.

La prima grossa soddisfazione la ottenni dopo due anni di studio, quando affrontai l’esame di musica di terza media con l’armonica al posto del solito flauto. Sapevo solo soffiare ed aspirare centrando i fori giusti, non conoscevo alcuna tecnica: due anni di studio per una cosa che oggi insegno in venti minuti. Ecco perché quando sento persone che si lamentano che non riescono a suonare come vorrebbero dopo uno o due mesi di corso le mie reazioni sono sempre le più disparate…

Ci ho messo tantissimo ad imparare anche le cose più semplici: non avevo internet e l’unico aiuto lo trovavo nei manuali, ma non erano assolutamente sufficienti. Avrei pagato oro per avere qualcuno che mi desse dei suggerimenti (non lezioni, mi bastavano semplicissimi input, tanto per capire se quello che facevo era giusto).

Ecco perché oggi cerco di aiutare più che posso chi intraprende la mia stessa strada: una parola, un incoraggiamento, un “dai che ce la puoi fare” possono fare miracoli. Se oggi sono qui a dire con fierezza che ho trovato la mia ragione di vita, lo devo appunto a tanti piccoli (a volte piccolissimi) gesti che mi hanno accompagnato in questi anni.

Quindi, grazie a voi che state leggendo queste righe! Spero che la mia storia vi abbia divertito e vi abbia donato qualcosa di positivo.

Aspetto le vostre impressioni e i vostri racconti. Se vi va, scrivetemi!

UN ABBRACCIO BLUES!!

Nick

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5 pensieri su “La mia prima Armonica

  1. Pingback: Blues Brothers: The Original Soundtrack – Nick "Tigerboy" Righele

  2. Caro Nicola sono a dirti ancora una volta che ho fatto benissimo a scriverti perchè scopro di tè cose sempre nuove ed interessanti come quelle che hai scritto sui tuoi inizi con il nostro amato strumento. per quanto mi riguarda anche la mia storia possiamo dirla uguale alla tua e di qualsiasi altro ragazzino che ha voluto imparare a suonarla, io poi molto più avanti ho voluto anche guardarci dentro e da lì sono partito con la semplice curiosità che un giorno sarei riuscito a costruirne una anch’io,questo è successo dopo un pò di tempo e molta pazienza, io spero di esserci riuscito.Una cosa tecnica voglio dirti, l’ultimo comb o pettine che dir si voglia l’ho costruto in acciaio armonico (quello delle molle!!!) Nel frattempo ho visto tutte le date dei concerti e non è detto che ci incontriamo presto magari anche con Ivan. Un abbraccio e un arrivederci a presto Gino.

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  3. Ciao Nick! Ti ho sentito per la prima volta nell’album dei The Sun, e pian piano sto ascoltando quello che trovo su internet.
    Anche la mia prima armonica è una Hofner Blues Harp in G, e me la sto godendo proprio…
    Beh, io la suono accompagnandomi con la chitarra, facendo qualche vecchia canzone di Neil Young o Bob Dylan, però mi ha sempre affascinato l’armonica blues!

    Continua così, ciao!

    Tom

    Liked by 1 persona

    • Ciao Tom!
      Grazie per il tuo commento. Sono contento che ci siano anche armonicisti, nella “cricca” dei The Sun! Spero di conoscerti presto di persona. Dacci dentro con l’armonica. A presto,
      Nick

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