Suonare in una band: ruolo, abbigliamento, preparazione e gestione dello show

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Partendo dal presupposto che il miglior modo per capire come suonare in una band sia proprio quello di fare molti test sul campo, cercherò in questo articolo di darti alcuni consigli chiave che ti serviranno per approcciarti agli altri musicisti e, soprattutto, al pubblico.

Innanzitutto, devi capire qual è il tuo ruolo all’interno della band. Mi spiego meglio: sei il frontman? Il cantante? Un ospite? Uno dei tanti strumentisti della band? Il solista principale? Insomma, le varianti sono molteplici e ad ognuna di queste domande corrisponde un atteggiamento completamente diverso.

Partiamo dall’opzione più “semplice”, dalla quale ti consiglio di iniziare la tua attività live: sei un semplice strumentista e, oltre a te, nella band trovano posto anche una chitarra solista, un piano, un organo…. insomma, devi dividere il palco con altri strumenti solisti. In questo caso è fondamentale non “pestare i piedi” ai tuoi colleghi.

Uno dei più grandi difetti degli armonicisti è, infatti, quello di suonare troppo! L’armonica è presente dall’inizio alla fine del brano, coprendo la voce e anche gli assoli degli altri strumenti. In questo caso, quali sono le conseguenze? Prima di tutto la band dopo un paio di concerti, giustamente, inizia a non chiamarti più.

Prova ad immaginare questo scenario: vai al bar con il tuo solito gruppo di amici e, una sera, al tuo migliore amico viene la brillante idea di portare anche suo cugino “perché è un tipo simpatico”. Solo che questo cugino ha la cattiva abitudine di monopolizzare l’attenzione e di inserirsi in ogni discussione, anche se non sa di cosa si sta parlando. Non sta zitto un attimo, ma continua ad esprimere la sua opinione su tutto, anche se non richiesta. Dopo aver trascorso due ore in compagnia di questo simpaticone, torni a casa e in cuor tuo speri di non rivederlo mai più. Alla fine decidi, assieme agli altri componenti del gruppo, di non invitare più questo personaggio alle vostre uscite.

Cogli il paragone? Se suoni troppo, queste sono le conseguenze.

Inoltre, parlando da un punto di visto artistico, per quanto tu sia bravo a suonare l’armonica dopo mezz’ora di note continue anche il più paziente tra gli ascoltatori si stancherebbe. Meglio suonare poco sfruttando tutte le tue capacità in pochi assoli o sparare note “a caso” per tutto il concerto?

Per capire meglio come suonare da sideman alla perfezione, ascolta Jerry Portnoy nel periodo in cui accompagnava Muddy Waters.

Altro caso che può capitarti è quello di essere chiamato come ospite per suonare uno o due pezzi con una band. Qui non c’è molto da dire: se la band ti chiama è perché sei molto bravo e/o molto carismatico sul palco. Quindi, nel pezzo che dovrai fare, dovrai esprimere tutto il tuo carisma, senza paura. Hai tre minuti per folgorare il pubblico con la tua armonica, dopodiché sparisci dietro le quinte: esprimi tutto quello che puoi con tutta l’energia che hai in corpo, senza mezzi termini. Ovviamente, sempre nel rispetto della band: anche se sei l’ospite, non sei l’unico sul palco.

Le cose si fanno difficili quando diventi il leader (e cantante, magari) di una band. In questo caso il palco è tuo e la riuscita della serata è tutta nelle tue mani: devi gestire la band, gli assoli che ogni musicista sarà chiamato a sostenere, segnalare i finali delle canzoni… insomma, preparati a diventare quasi un direttore d’orchestra.

Inoltre, cosa non da sottovalutare, è tuo compito anche intrattenere il pubblico. Dovrai spiegare le canzoni, presentare la band, ringraziare chi ti ha ospitato per la serata, fare qualche battuta ogni tanto (la gente vuole divertirsi, ricordalo).

Dovrai fare in modo che una persona che viene a sentirti torni a casa dicendo “grande band, grande musica, grande show”.

La maggior parte dei musicisti ai giorni nostri tende a prendere in considerazione solo il lato musicale del concerto, accontentandosi di suonare bene, trascurando il fatto che comunque quello che noi musicisti stiamo proponendo è uno show. Quindi, tieni sempre in mente questo: suona bene e fai divertire il pubblico. Se manca uno di questi due fattori, non hai completato il tuo lavoro.

I grandi armonicisti/frontman da cui imparare sono: Kim Wilson, Rick Estrin, Charlie Musselwhite, Rod Piazza, Andy Just, Mark Hummel, Paul Butterfield, Junior Wells, Sonny Boy Williamson II (solo per citarne alcuni).

Come ultimo caso analizziamo il duo. Di solito composto da chitarra/voce e armonica, è una situazione musicale più complicata di quel che potrebbe sembrare a prima vista.

Essendoci solo due strumenti bisogna suonare molto meglio di quanto è richiesto da una band completa, perché in questo secondo caso, essendoci altri strumentisti, si ha sempre l’opportunità di riposare o di allentare la tensione per qualche minuto. In duo, se abbassi la guardia anche solo per un istante, non c’è nessuno a coprirti.

Inoltre, nella band l’accompagnamento può essere eseguito anche da una chitarra o da un piano, mentre in duo tutti gli accompagnamenti li devi fare tu. Quindi, in questo caso, bisogna suonare tanto. Ma, per non risultare invadenti e fastidiosi, è necessario imparare bene a gestire gli accompagnamenti ad accordi e le parti soliste.

Un esempio per capire meglio tutte queste dinamiche è dato dal fantastico duo di John Cephas e Phil Wiggins.

Ma non è finita qui!

Per chiudere in bellezza questo articolo ho deciso di parlarti di un argomento molto sottovalutato ma fondamentale per la buona riuscita di una serata: l’abbigliamento.

Come è vero che l’abito non fa il monaco, è anche vero che il monaco si riconosce dall’abito.

Siamo abituati a vedere i medici in camice bianco: ti faresti operare da un chirurgo che si presenta in sala operatoria vestito con infradito e pantaloncini corti?

Ecco, la stessa cosa la prova il pubblico quando si ritrova sul palco musicisti vestiti da campeggiatori.

Torno al discorso già affrontato poche righe sopra: quello che noi stiamo proponendo è uno show, quindi anche l’abito fa parte dello show. L’occhio vuole la sua parte, un palco in ordine e dei musicisti vestiti da musicisti fa già pensare al pubblico che sta per vedere un concerto di qualità. Cosa sarebbe un concerto di BB King senza i suoi famosissimi completi eleganti?

Nel corso degli anni ho potuto assistere a musicisti vestiti con felpe, infradito, sandali, pantaloncini corti, tute, maglioni con le renne… Le prove in garage le fai in tuta, non il concerto!

Non sto dicendo che bisogna vestirsi necessariamente in giacca e cravatta, però non bisogna neanche vestirsi come se si stesse andando a fare jogging.

Vèstiti come se stessi andando ad un appuntamento importante.

Inoltre, cosa molto importante, trova il tuo stile: devi creare un personaggio, un qualcosa che sia facilmente riconoscibile dai tuoi fans. Se ti dico Apple, cosa ti ti viene in mente? La mela, vero? Bene, applica lo stesso concetto alla tua persona.

Io ho sempre suonato in completo e la gente ormai mi riconosce da quello. Quando vado a suonare senza cravatta mi chiedono “come mai oggi sei così sportivo?“. 

Fabio Treves suona con treccia, camicia hawaiana e stivali da cowboy.

Jerry Portnoy è in completo.

Rick Estrin usa abiti molto stravaganti e i gemelli ai polsi.

Mark Hummel porkpie e occhiali con lenti colorate.

Andy J. Forest utilizza spesso completi molto larghi e comodi, per poter essere più snodato sul palco.

Kim Wilson negli anni ’80 si vestiva con abiti coloratissimi per poi convertirsi a jeans e maglietta attillata.

Sonny Boy Williamson II lo si riconosce per l’estrema eleganza e la bombetta.

Insomma, la lista sarebbe infinita, quindi la chiudo con l’esempio più calzante: immagina i Blues Brothers senza abito, occhiali e cappello. Strano, eh?

Una piccola parentesi finale, già accennata prima e che si collega con il discorso appena fatto sull’abbigliamento, la voglio aprire sul palco.

Infine, la strumentazione sul palco deve essere disposta con ordine e i cavi sistemati per bene: niente grovigli e cumuli immensi di cavi, valigie e custodie accatastate dove capita, zainetti di Spiderman in bella vista perché “ho le corde di riserva per la chitarra e devo tenermele vicine.

è sempre lo stesso discorso: se vai dal tuo medico come ti aspetti che sia il suo ufficio? Ti piacerebbe vedere in un angolo la sua borsa della palestra con i calzini sporchi che fanno capolino da una tasca, perché prima di venire a lavorare in studio è andato a giocare a calcetto?

Quindi, una volta finito il check-sound, via tutte le borse e le cose che non servono. Disponi il palco meglio che puoi: non deve essere un angolo della pizzeria dove quattro disperati si mettono a suonare, ma una scenografia teatrale.

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